Intervento per l’instabilità della rotula: cosa sapere e a chi rivolgersi

intervento instabilità rotula

Le gambe sono la base dei nostri movimenti quotidiani: ci sostengono quando camminiamo, ci permettono di lavorare, praticare sport e vivere le nostre passioni. Grazie a loro possiamo goderci la libertà ogni giorno.

Quando però insorge un problema, come l’instabilità della rotula, tutto questo può diventare difficile. Non si tratta solo di un ostacolo fisico: il dolore e la limitazione dei movimenti finiscono spesso per pesare anche sul nostro equilibrio emotivo e sulla qualità della nostra vita. Per questo, ritrovare la funzionalità e il benessere delle gambe non è soltanto una cura per il corpo, ma anche un passo fondamentale per tornare a sentirsi sereni, attivi e a vivere la propria quotidianità.

Cos’è l’instabilità della rotula?

Il ginocchio è un’articolazione molto importante perché ci permette di muoverci ogni giorno con naturalezza. È formato da tre ossa principali – femore, tibia e rotula – che lavorano insieme come una leva, permettendo alla gamba di piegarsi ed estendersi. A sostenerlo e proteggerlo ci sono anche menischi, legamenti e una capsula che garantiscono stabilità ad ogni passo. La rotula ha un ruolo speciale in tutto questo: aiuta il muscolo della coscia (quadricipite) a lavorare meglio, rendendo più facile e potente l’estensione della gamba.

L’instabilità della rotula è una condizione in cui la rotula, l’osso che scorre nella parte anteriore del ginocchio, tende a spostarsi lateralmente dalla sua sede naturale. In queste condizioni la rotula tende a spostarsi dal suo normale percorso, con il rischio di andare incontro a una lussazione completa o parziale (sub-lussazione). In alcuni casi può bastare anche un trauma lieve, come una semplice caduta, per provocarne lo spostamento.

Cause dell’instabilità della rotula

L’instabilità della rotula è spesso legata a una particolare conformazione dell’articolazione, che può rendere il ginocchio più fragile e instabile. In alcuni casi può interessare entrambe le ginocchia e colpisce anche chi pratica sport. Si tratta di un problema che compare più spesso nei giovani, in particolare nelle ragazze, tra i 14 e i 17 anni, mentre diventa piuttosto raro dopo i 25 anni.

Le cause dell’instabilità della rotula comprendono:

  • Malformazioni congenite della troclea femorale.
  • Alterazioni dell’allineamento dell’arto inferiore.
  • Lassità legamentosa o debolezza muscolare.
  • Pregresse lussazioni o traumi al ginocchio.
  • Predisposizione genetica.

Sintomi comuni dell’instabilità della rotula

Il sintomo principale è un dolore localizzato nella parte anteriore del ginocchio, che tende ad intensificarsi durante le attività sportive che richiedono piegamenti ed estensioni ripetute oppure dopo essere rimasti seduti a lungo. A questo dolore possono associarsi scricchiolii e, nei casi di sublussazione o lussazione dell’articolazione femoro-rotulea, anche episodi di blocco articolare. I sintomi più frequenti includono:

  • Sensazione di cedimento o “scivolamento” della rotula.
  • Dolore anteriore al ginocchio, soprattutto durante sport o scale.
  • Episodi di blocco articolare.
  • Gonfiore e instabilità durante i movimenti.
  • Difficoltà a mantenere la rotula in posizione durante lo sforzo.

Come viene diagnosticata l’instabilità della rotula?

Fondamentale è un’anamnesi accurata associata ad un esame clinico approfondito: una corretta valutazione consente infatti di individuare i fattori responsabili dell’instabilità e di orientare il paziente verso gli accertamenti strumentali più indicati. Tra gli esami utilizzati, i più frequenti sono la radiografia, la risonanza magnetica e la TAC. Nella maggior parte dei casi la radiografia è già sufficiente per analizzare le caratteristiche principali dell’anatomia del ginocchio, permettendo di valutare aspetti fondamentali come la morfologia dell’articolazione (ginocchio valgo o varo), l’altezza della rotula e l’allineamento tra femore e rotula. Attraverso quindi radiografie, risonanza magnetica e TAC – che permettono di identificare alterazioni anatomiche, lesioni cartilaginee o difetti ossei che favoriscono l’instabilità – è possibile diagnosticare questa patologia.

Quando è necessario intervento chirurgico per instabilità della rotula?

Non sempre chi soffre di instabilità della rotula deve sottoporsi ad intervento chirurgico: nei casi più lievi, infatti, un percorso di fisioterapia può essere una soluzione che porta a grandi benefici. Quando però il dolore diventa intenso e costante e le attività quotidiane risultano difficili, ecco che la chirurgia corre in soccorso.

La chirurgia del ginocchio viene valutata solo nei casi in cui il problema sia più complesso o invalidante: ad esempio quando la rotula tende a lussarsi spesso, quando la sua forma è particolarmente alterata, quando ci sono danni importanti alla cartilagine o quando, dopo diversi mesi di cure conservative, non si sono ottenuti miglioramenti. La decisione di procedere con l’intervento tiene sempre conto non solo delle condizioni cliniche, ma anche dell’età, dello stile di vita e delle aspettative del paziente. In questo modo si può scegliere il percorso più sicuro e adatto a ritrovare stabilità, funzionalità e qualità di vita.

Tipologie di operazioni chirurgiche disponibili per instabilità della rotula

Esistono diverse tipologie di operazioni chirurgiche per l’instabilità della rotula: spetta allo specialista decidere quale sia la più indicata in base alle caratteristiche del paziente. In alcuni casi viene scelta una sola procedura, in altri più tecniche vengono combinate insieme per garantire la stabilità del ginocchio.

Ricostruzione del legamento patello-femorale mediale

Ricostruire il legamento patello-femorale mediale è l’intervento più comune. Si tratta di ricostruire il legamento che ha il compito di trattenere la rotula e impedire che scivoli verso l’esterno. È una procedura efficace, soprattutto nei pazienti che hanno avuto episodi di lussazione ripetuti.

Trasposizione della tuberosità tibiale

Quando la rotula non è allineata correttamente con la tibia, è possibile intervenire spostando leggermente il punto di inserzione del tendine rotuleo. In questo modo la rotula segue una traiettoria più stabile, riducendo il rischio di nuove lussazioni.

Rimodellamento della troclea femorale (trocleoplastica)

In presenza di una troclea troppo piatta o poco sviluppata, l’ortopedico può rimodellarla chirurgicamente per renderla più adatta ad accogliere la rotula. Questo intervento, chiamato trocleoplastica, permette alla rotula di scorrere in modo corretto e sicuro.

Recupero post-intervento per l’instabilità della rotula

Il percorso di recupero prevede una prima fase di immobilizzazione con tutore, seguita da fisioterapia. Nei primi giorni l’obiettivo è quello di recuperare la mobilità e ridurre il gonfiore alla gamba. Si passa poi gradualmente ad esercizi di rinforzo muscolare, fondamentali per stabilizzare il ginocchio. Le attività quotidiane possono essere riprese dopo circa 6-8 settimane, mentre il ritorno all’attività sportiva richiede qualche mese in più, in media tra i 4 e i 6 mesi.

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Ritrovare la funzionalità e il benessere delle gambe non vuol dire solo guarire fisicamente, ma anche tornare a sentirsi sicuri, tranquilli e liberi di affrontare ogni giorno con serenità e vitalità.

Tornare ad una vita attiva e riprendere l’attività sportiva dopo la chirurgia al ginocchio è possibile. Clinica Tarabini è specializzata in chirurgia ortopedica e rappresenta un punto di riferimento per chi soffre di instabilità della rotula. Qui troverai un’équipe di chirurghi esperti, tecnologie avanzate e percorsi riabilitativi personalizzati che accompagnano il paziente dal momento della diagnosi fino al suo completo recupero.

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